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ESEMPIO DI LIBERA TERRA  

Organizzazione: Libera Terra. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Luogo: Sud Italia (Sicilia, Calabria, Puglia).
Partenaires: Coop Italia, Coop Adriatica, Legacoop, Fondazione Unipolis, Manutencoop, Slow food Italia.
Attività: uso sociale dei beni confiscati alle mafie
Scopo: creazione di impiego e lotta all’illegalità
Persone e organizzazioni coinvolte : coordinamento di 1300 associazioni, gruppi, scuole, realtà locali
Natura dell’iniziativa: uso sociale dei beni confiscati alle mafie, educazione alla legalità democratica, impegno contro la corruzione, l’usura, campi di formazione antimafia, progetti sul lavoro e lo sviluppo.

Descrizione
Questa idea nasce negli anni Ottanta con la legge Rognoni-La Torre che definisce per la prima volta che cosa sia un’associazione mafiosa, introducendo il concetto di infiltrazione malavitosa nel tessuto economico. Questo vuol dire che per combattere il crimine organizzato non sono sufficienti le misure personali ma bisogna colpire il suo immenso patrimonio economico. A tal fine vengono previste misure di prevenzione patrimoniale tra cui il sequestro e la confisca dei beni, rinvenuti nella disponibilità diretta o indiretta dell’indiziato, dei quali non sia dimostrata la legittima provenienza. All’arresto del presunto mafioso, segue il sequestro e la confisca dei beni che, dopo il processo e la definitiva condanna, diventano parte del patrimonio non alienabile dello Stato.
Nel 1995, dopo le stragi di mafia di Falcone e Borsellino, nasce, da un’ idea di Don Luigi Ciotti, l’associazione Libera che vede nei beni confiscati un potenziale incredibile per dare nuovo sviluppo all’economia del Sud. L’associazione raccogliere un milione di firme per una iniziativa popolare che prevede il riutilizzo dei beni confiscati da parte della società sana e non corrotta, alla quale quei beni sono stati sottratti dalla violenza delle cosche.

Da questo impulso nasce la legge 109 del 96 che prevede l’assegnazione dei beni al comune in cui essi si trovano e la loro utilizzazione a  fini istituzionali e sociali.
Il comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, enti di volontariato, associazioni e cooperative sociali di tipo B.
Nel 2001 Libera, assieme ad un consorzio di comuni del Corleonese, dove ci sono una gran quantità di terreni confiscati, crea il consorzio Sviluppo e Legalità e con la Prefettura di Palermo presenta un bando pubblico per selezionare 15 persone  per la creazione di una cooperativa sociale che gestisca alcuni di questi terreni. Così nasce la cooperativa Placido Rizzotto e nell’estate del 2002 viene creato il marchio Libera Terra che contraddistingue quei prodotti ricavati dalle terre libere.
Pian piano il marchio Libera Terra prende piede sul mercato e grazie all’idea di Pierluigi Stefanini della Coop Adriatica, i prodotti vengono messi sugli scaffali della stessa Coop e iniziano ad avere una distribuzione per il grande pubblico. 
L’ampio sviluppo dell’iniziativa agevola la creazione di altre cooperative organizzate da Libera Terra come la cooperativa Pio La Torre per la Sicilia, Terre di Puglia per la Puglia,Valle del Marro per la Calabria e tante altre. Si iniziano a produrre non solo pasta ma anche legumi, ceci, vini, passata di pomodoro, taralli, il meglio dei prodotti mediterranei.
Chiaramente per far durare un marchio sul mercato non basta la sola qualità sociale del prodotto, occorre che vi sia anche una qualità del prodotto. Per questo si è formata nel 2006 l’Agenzia Cooperare con Libera Terra, associazione senza scopo di lucro, in cui partecipano gran parte delle realtà più importanti dell’economia sociale dell’Emilia Romagna e non solo. Lo scopo è quello di dare supporto tecnico e imprenditoriale alle cooperative di Libera Terra per migliorarne la sostenibilità economica e la qualità, supportare lo sviluppo imprenditoriale e fornire knowhow.
Un esempio: grazie al supporto del circuito  Slow Food, il vino Centopassi, prodotto da poco in Sicilia, ha ottenuto “l’Oscar qualità/prezzo” dall’Almanacco del Berebene nel 2008. Inoltre l’Agenzia sta lavorando per migliorare i vini pugliesi grazie alla collaborazione di enologi esperti. 
Libera Terra organizza e supporta le cooperative che lavorano sui terreni confiscati producendo lavoro e legalità.
Il coinvolgimento di una pluralità di soggetti (forze dell’ordine, potere giudiziario, istituzioni,  privato sociale) garantisce la totale legalità del procedimento e restituisce fiducia ai giovani.

Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1300 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

Risultati
Nascita di numerose cooperative che hanno fatto fruttare i beni confiscati alle mafie creando ricchezza per il territorio e nascita di un’Agenzia per lo sviluppo e la legalità. Creazione del marchio Libera Terra.

Punti forti
Distribuzione dei beni confiscati alle mafie e creazione di impiego per i giovani. Si crea in questo modo un’economia pulita e sana, volano di sviluppo economico del Sud e si dà fiducia ai giovani che vogliono intraprendere.

Contatti e informazioni
Nome: Libera Terra. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Sito: www.libera.it
www.liberainformazione.org
www.liberaradio.it

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